mercoledì 24 settembre 2014

Pubblicità vs vita reale


Non è che guardi tantissima televisione, ma le poche volte che lo faccio quello che mi infastidisce di più è la pubblicità.
Non è solo dannatamente invasisa - uno spot ogni 42 secondi - ma mostrano anche situazioni così assurde ed avulse dalla realtà da rasentare il ridicolo.
Prendiamo l'esempio più tipico: la famiglia intenta a fare colazione, applicabile a qualunque spot di merendine o cereali.

Come ci viene rappresentata:

La madre, figura a metà tra un angelo dipinto da Botticelli ed una modella di Playboy, chiama la famiglia a tavola. Il cielo, ben visibile dalla finestra aperta della cucina, mostra un sole quasi allo zenit (devono essere circa le 11) e qualunque nuvola sembra essere stata bandita da questa cornice perfetta.
Il primo a raggiungere la donna è il marito, vestito di tutto punto e già con la 24 ore alla mano, che bacia l'angelo del focolare prima di accomodarsi sulla sedia. I bambini, due putti (sempre maschio e femmina) in età pre scolare, accorrono festosi dai genitori. Tra sorrisi e scambi di carezze e cortesie, si consuma il prodotto dello spot. La famiglia felice esce per andare in ufficio/scuola.

Com'è nella vita reale:

La scena inizia in camera da letto ed è un lungo peto del marito a scandire il gong di inizio dell'azione. La moglie al suono si sveglia, un essere metà incazzatura pre mestruale e metà sonno. Un filo di bava la lega ancora al cuscino, ed è solo uno sguardo alla sveglia - che segna un ritardo di 16 minuti - a recidere questo sottile filo che la teneva ancora legata al mondo dei sogni.
Con una bestemmia da camionista croato scuote l'uomo dal suo torpore ed apre le finestre. Non entra un filo di luce, essendo le 6:45 di un grigio mattino, ma almeno l'aroma di smog va sostituirsi all'acre odore dei gas intestinali appena emessi dal consorte.
La combo aria gelida + vista della moglie senza trucco non muovono tanto la mente dell'uomo allo stato attivo, ma piuttosto il suo intestino: indi per cui si alza ciabattando verso il bagno per accingersi all'antico rituale della poderosa cagata mattutina. La sua faccia è gonfia come quella di un feto e gli occhi ancora sigillati dalle caccole, che lascia cadere - novello Pollicino - nel tragitto verso il cesso.
In cucina, nel frattempo, la donna alterna imprecazioni alla moka che non fa salire il caffè con richiami coloriti ai figli che non si sono ancora alzati.
La lancetta dell'orologio gira inesorabilmente così come i coglioni. La moglie delega infine al marito, di ritorno dalla seduta, il compito di svegliare quel fannullone del figlio, un trentaduenne che vive ancora sotto il loro tetto. L'apparizione del padre ai piedi del letto ed i suoi bruschi inviti a muovere il culo vengono accolti dal ragazzo con un rutto: ha capito il messaggio. Ma il compito dell'uomo non è esaurito: con ampie falcate delle ciabatte raggiunge la porta della camera della figlia, che viene tempestata da pugni e sorde bestemmie. I suoi sforzi vengono presto ripagati: fa capolino una ragazzina di circa 15 anni, simile alla madre tranne per:
a) seno inesistente come la Padania;
b) pigiamone di flanella degli 1D.
La solerzia ed il garbo del padre vengono ricambiati dall'invito a fottersi nel culo con un frullatore ad immersione.
Tutta la famiglia è infine a tavola: tra suoni gutturali e residui di sfanculi si consuma la colazione ed il prodotto dello spot. Quando sorseggiano all'unisono il caffè, un suono basso e terribile proveniente dalle loro pance fa scattare la corsa verso il bagno. La più lesta a raggiungere il traguardo è la figlia, ironia della sorte anche notoriamente la più lenta ad uscirne. Seguono maledizioni a denti strette all'indirizzo della stronza da parte dei perdenti, che dalla stanza di ceramica ricambia con foga. L'attesa si fa spasmodica: nell'ordine cedono il figlio, che dopo 20 minuti dichiara a gran voce che andrà a cagare nel bar vicino all'ufficio ed il padre che decide direttamente di rinunciare al bidet ed a farsi la barba. Giunge infine il turno della donna, seconda solo alla figlia nel record di permanenza in cesso. Siccome non è rimasto più nessuno in casa e chi doveva darle un passaggio a scuola è ancora alle prese con rimmel e fondotinta davanti allo specchio, la ragazza si rassegna a fregare 50 euro per un taxi dalla borsa della donna ed esce. Lo spot si chiude 10 minuti dopo con ulteriori bestemmie alla scoperta del prelievo.

Cordialità,
Il Triste Mietitore 

photo credit: Dorli Photography via photopin cc