martedì 23 settembre 2014

Vicini di casa: un trattato serissimo


Introduzione:

“La vita dell’uom su questa terra, altro non è che una continua guerra.” - Nicolò Tommaseo
“Tieni i tuoi amici vicino ed i tuoi nemici ancora più vicino.” - Il padrino (parte II)

Ed i nemici spesso e volentieri ce li scegliamo proprio a distanza ravvicinata… i vicini di casa.
Non ho ancora trovato una agenzia immobiliare che, nella brochure dell’appartamento, scriva almeno due righe anche sui condomini che già vi abitano. Dovrebbe esserci una legge che le obblighi a rivolgersi ad un profiler dell’Fbi per stilare un dossier sulle persone in cui, volenti o nolenti, dovremmo imbatterci ogni tanto andando a vivere in quel condominio. Cerchiamo di catalogare e descrivere le varie tipologie di vicini, le loro caratteristiche ed i metodi per renderli inoffensivi.

L’arredatore:


Personaggio pressoché innocuo se abita l’appartamento davanti o sotto il vostro, nocivo e seccante come una sanguisuga attaccata ai genitali se il destino crudele e beffardo ve lo ha posto sopra di voi. L’arredatore impiega i weekend (ossia il sacro momento in cui potete rilassarvi) a cambiare la collocazione dei mobili di casa, degli scrigni egizi con mummia annessa a giudicare dai suoni lugubri che vi giungono all’orecchio.
Anche la domenica mattina, invece di andare in chiesa a santificare questo giorno per il bene della sua anima (che voi maledite tutti i giorni che Dio manda), questo maledetto stercorario dell’Ikea trascina strisciando sul vostro capo tutto l’arredamento il cui oggetto più leggero - l’abat-jour - pesa più di 100 kg. Ovviamente a partire dalle 7 del mattino.

Contromisure: inchiodate dal vostro soffitto tutti i suoi mobili (dovrete prima procurarvi una piantina di casa sua). Se siete fortunati, sforzandosi di spostare quella credenza resa inamovibile, gli cadranno le ernie sui coglioni.

Bigfoot:


Questo individuo ha una calamita nei piedi che fa convergere tutti gli stronzi dei cani del vicinato sotto le sue suole. In genere è cieco come una talpa e due volte più stronzo. Bigfoot riesce infatti a centrare ogni merda nel raggio di 5 km dalla sua abitazione e lascia le caratteristiche impronte su tutte le scale accompagnate da un pungente odore di periferia di Bombay. Chiaramente questo personaggio di solito abita all’ultimo piano e così riesce a rilasciare impronte (di ambo i piedi) definite ed alte svariati centimetri fin sull’ultimo gradino delle scale. Non si accorge quasi mai dei souvenir che si sta portando a casa e quando questo succede si pulisce le scarpe sul tappeto nell’atrio, riducendolo a uno stato pietoso e perpetrando l’odore almeno fino alla prossima assemblea condominiale. La sua nemesi naturale è la lavascale. La genesi del loro rapporto conflittuale è ovvia: è lei infatti che deve cancellare le tracce di quella scia sinistra, come se avessero trascinato per i piedi fino al solaio un cadavere che si stava cagando addosso.

Contromisure: sterminate tutti i cani del quartiere oppure fate fuori lui e datelo in pasto ai suddetti.

La zoccola:


Personaggio in via d’estinzione, è di solito una attempata signora - vedova - sulla settantina. La zoccola ha resistito senza sforzo al fascino ammaliante di tutte le pattine, infradito e ciabatte (pure quelle di Pluto e a forma di Grande Puffo) ed in casa indossa solo zoccoli di legno modello tirolese vecchio stampo, solitamente ricavate da un’unico ceppo di sequoia secolare (ciascuna). Se vi abita sopra, potrete sempre in ogni istante mappare i suoi spostamenti usando il rumore come sonar (con una precisione del centimetro). In piena notte il suono sordo e cadenzato delle sue deambulazioni verso il bagno vi provocherà incubi sul tristo mietitore venuto per la vostra anima. Purtroppo, a dispetto dell’età e delle fratture all’anca che le augurate ad ogni passo, la zoccola gode di un’ottima salute e mobilità e vi percorre sul capo - e metaforicamente sui coglioni - almeno 10 km al giorno.

Contromisure: questo personaggio una volta agganciato alle sue calzature è invincibile. Pur essendo facile da localizzare, essendo un bersaglio mobile, è difficile da colpire nell’ambiente domestico. Bisogna quindi agire prima del suo ingresso in casa, con una buccia di banana ben piazzata sul portone (e 50€ dati al netturbino per liberarsi del cadavere).

La cuoca:


Se il marito, entrando a casa dopo una giornata di lavoro, la saluta con le parole: “ciao tesoro, cosa c’è per cena?” la sta prendendo per il culo. Cosa stia cucinando lo si avverte a 2 km di distanza dal condominio, quello da cui si leva una nube color pece. Questa novella Nerone sta alla cucina come la Gelmini alla fisica nucleare. Inadatta ai fornelli, è così incapace da riuscire a bruciare perfino l’acqua della pasta. L’odore con cui impregna il condominio ad ogni pasto, nel più roseo scenario, fa supporre a frittata di ciabatte usate o pasticcio di topo morto di lebbra. Si esibirà spesso e volentieri in piatti poco invasivi come il baccalà in umido e la frittura mista di pesce il cui aroma - con quel tocco personale di incendio in una fabbrica di pneumatici - permane nell’aria almeno una settimana.

Contromisure: fatele trovare sullo zerbino la testa di Antonella Clerici come monito.

MecGaiver:


Ha sposato il Fai da Te come un credo, ma quello ha chiesto il divorzio dopo aver constatato che non riesce neppure ad avvitare una lampadina. MecGaiver non demorde e si propone entusiasta ogni qual volta fiuta qualche possibile richiesta d’aiuto. Prega in ginocchio la signora del terzo piano perchè le faccia dare un’occhiata alla lavatrice guasta (che irrompe in uno potente tsunami di Dixan al termine del suo intervento), si prostituisce pur di mettere le mani su quel cancello che cigola (che adesso si chiude a tradimento sulle mani del malcapitato di turno, amputandole di netto) e fa carte false pur di poter aggiustare il tostapane rotto del vicino (provocando l’interruzione della corrente per 6 ore proprio la sera del derby). La cassetta degli attrezzi di MecGaiver è grande quanto il guardaroba della regina Elisabetta e comprende tutti i più moderni ritrovati della scienza: dallo svitatore laser al trapano fotonico. In mani capaci - non le sue - sarebbero più che sufficienti per costruire una stazione spaziale orbitale. E’ proprio la volontà di sfruttare ognuno di essi che spingono questo soggetto a ricercare ossessivamente oggetti da riparare e genitali da rivettare. Generalmente ha una moglie che, ben conscia delle sue capacità, lo castiga a randellate ogni qual volta lo vede osservare per più di 2 secondi il frigorifero.

Contromisure: di solito è sufficiente aspettare, è probabile che prima di distruggere il condominio si elimini da solo morendo fulminato mentre cerca di sturare il lavandino (non chiedetevi come abbia fatto).

Giulietta:


Questa eroina drammatica è generalmente una adolescente, figlia di una famiglia medio borghese come tante. Incontrate Giulietta nell’atrio e lei è lì con il suo Romeo di turno, un rapper con i pantaloni il cui cavallo spolvera il pavimento. Passate imbarazzati abbozzando un ’ngiorno mentre i due si controllano le tonsille con la lingua. Il giorno dopo è nelle scale delle cantine, a sussurrare frasi d’amore nella patta di un gorilla palestrato con un tatuaggio grande come la cappella Sistina. Una sera la incrociate sul portone mentre scende dalla Mercedes di un cinquantenne brizzolato vestita con un abito la cui superficie è inferiore a quella di un fazzoletto di carta. Ogni qual volta vi imbattete in lei è sempre alle prese con passioni amorose degne dello Shakespeare più spregiudicato. Voi vorreste lasciarla alla sua interpretazione da Oscar, ma è lei stessa che interrompe la magia scenica per salutarvi educatamente (con sorrisetto malizioso annesso). Giulietta, insomma, non nuoce ai condomini con rumori molesti, odori oltraggianti o sporcando l’atrio: si limita a tenere una condotta morale che farebbe arrossire anche Teresa Orloski e Moana Pozzi durante le riprese di Analmente tua. Genera inoltre imbarazzanti quesiti nei vostri pargoli (mamma, posso chiedere anch’io un “mugolone” alla figlia dei vicini come quel signore? Deve essere un nuovo gelato!), istigazione alla pedofilia nei condomini maschi ancora attivi sessualmente, epici ed interminabili sermoni da parte delle signore più o meno bigotte.

Contromisure: bucate tutti i preservativi delle farmacie di quartiere.

BimboMinkia:


Di età poco superiore al lustro, il BimboMinkia è la gioia dei suoi genitori ed il dito nel culo dei restanti condomini. Se sentite un rumore di vetri infranti dalla finestra che da sul cortiletto, conoscete già il numero di scarpa del Maradona responsabile. Se compaiono scritte sgrammaticate a pennarello indelebile nelle scale, sapete già che porta dovrete abbattere a calci per reclamare giustizia. Ma lo scellerato teppista ha sempre i migliori avvocati sulla piazza a difenderlo, i suoi genitori che rispondono indignati che è impossibile che il loro angioletto sia sia macchiato di tali nefandezze.

Contromisure: si impone un buon corso accelerato di educazione stile vittoriano: prendete la piccola tenia della società a sculacciate finchè il vostro orologio che si ricarica con il movimento non segna le 22:55 del 7 Aprile 2017.

DJ:


Spesso coincide con il BimboMinkia, ma può anche essere un insospettabile signora in pensione o un giovane impiegato. Il Dj è probabilmente a scelta:
1. Sordo e con l’apparecchio acustico perennemente scarico
2. Incorreggibilmente stronzo.
Dal suo appartamento si levano continuamente cori di valchirie indemoniate o bassi da discoteca tali da fare tremare gli infissi e rivedere e correggere la teoria della deriva dei continenti. L’epicentro del terremoto che flagella il condominio è localizzabile nello stereo nella sua stanza: un oggetto con due casse alte come obelischi che nelle note più sorde assorbono più energia di quanta la Francia riesca a venderci. Ovviamente il suo repertorio musicale è sempre l’opposto dei vostri gusti: se amate la lirica vi assorderà con le note del cantante metal più satanico, se siete fan degli Iron Maiden saranno le rime baciate di un rapper a portarvi alla pazzia. Una variazione del Dj è il musi-Cista: un sadico che, non soddisfatto di sfracellare le gonadi con musica altrui, si diletta a strimpellare di tanto in tanto pezzi autoprodotti collegando una chitarra elettrica al suo impianto ciclopico.

Contromisure: tendetegli un agguato e castratelo, poi raccomandatelo al parroco di quartiere per il coro delle voci bianche.

Killer da ascensore:


Nessuno sa chi sia o che faccia abbia. Anche il sesso è indefinito. Si sa solo che si manifesta esclusivamente nei condomini dotati di ascensori, lasciando in queste le atroci tracce del suo passaggio. A volte può essere un pungente odore di loffia al borlotto, altre volte aroma di sigaro toscano frollato nel culo di una vacca oppure il caratteristico profumo di piedi formaggiati. Certe volte è l’innocuo odore di deodorante al mughetto, ma amplificato 100 volte con una potenza tale da rendere inutilizzabile a vita il naso di un cane poliziotto della narcotici. L’abbondanza e la contraddittorietà degli indizi rende impossibile anche solo disegnare un identikit del Killer da ascensore. C’è chi sospetta sia più di una persona e chi è certo si tratti addirittura di una setta.

Contromisure: forse la vostra stessa famiglia è coinvolta (vi ricordate di quella volta che vostra moglie ha cucinato 6 kg di pasta e fagioli?). Non indagate, certe cose devono restare nell’oblio.

Cordialità,
Il Triste Mietitore

(Originariamente pubblicato nel 2012 sul mio vecchio blog che nessuno si è inculato e per questo lo ripropongo ora)
photo credit: rbatina via photopin cc